Lunedì 11 giugno, incontro-dibattito sulla violenza subita dai padri.

Carissimi,
introduco questa comunicazione con le parole della nostra ospite che avremo il piacere di conoscere lunedì 11, LEYLA ZILIOTTO, che viene a presentare il suo libro “Mia madre mi odia”:
“Sono figlia di genitori separati, di padre italiano e madre marocchina. Sono cresciuta con i nonni paterni che si sostituiscono alla scarsa maternità di chi mi ha messo al mondo. All'età di 16 anni quando i miei si separano in maniera conflittuale, io e mio fratello decidiamo di rimanere con il papà. Inizio così a frequentare sempre più spesso le aule di tribunale dove assisto nostro malgrado ad una forte discriminazione di mio padre in quanto uomo e ad una tutela a 360 gradi nei confronti di una donna che mai ha esercitato il proprio ruolo materno.Non mi dilungo su cosa mio padre abbia negativamente trascorso per via della separazione e quali pesanti conseguenze essa abbia lasciato su di lui e noi figli, fatto sta che... All'età di 18 anni circa decido aderire ad un'Associazione destinata al supporto dei padri separati in Liguria e partecipo alle manifestazioni atte a difendere i diritti dei padri separati, svolgendo volantinaggio per la città tra gli occhi increduli di donne che mi definiscono per lo più maschilista o "pazza" e gestendo lo sportello della bigenitorialità in una delle più malfamate vie genovesi.
Nel 2014 divento vice-presidente del direttivo genovese di quest'Associazione e sempre di più vengo a contatto con realtà davvero spiacevoli: incontro padri alienati dai propri figli da anni ed anni, padri che hanno figli sequestrati all'estero, uomini falsamente accusati di aver compiuto abusi sui propri piccoli, uomini costretti a dormire in macchina e a fare la coda alla Caritas per mangiare. Nel frattempo, inoltre, mio fratello si ammala, contraendo il diabete mellito nell'ambito della sempre più conflittuale separazione genitoriale.
Desidero avere giustizia. Anche io sono una donna, ma la violenza che subisco non è maschile.
Decido così di scrivere un libro. Un libro che possa testimoniare realtà così silenziose. Decido di farlo da donna, da figlia che non ha mai abbandonato suo padre.

Non sono un padre separato, né un uomo naturalmente. Ma sento fortissimo il bisogno di dar voce a questa problematica prettamente maschile.
"Mia madre mi odia" finalmente diventa un testo vero e proprio romanzo, sebbene non puramente biografico.
Un titolo che offende l'angelica figura materna e che racconta situazioni in cui gli uomini sono vittime e non carnefici. Per di più vittime della violenza femminile.
Non sono io a pensarlo perché in malafede o comunque condizionata da vicende personali, ma è semplicemente un fatto che riscontro pressocché quotidianamente. Una madre che odia è un qualcosa di biologicamente impossibile, proprio come la violenza delle donne sugli uomini, per esempio, mi sono sentita dire a più riprese. E perché una madre ama sempre i suoi figli.
Creo una forte sinergia con diverse associazioni nazionali rivolte alla tutela dei padri separati e dei loro figli. Scopro altre storie ogni volta più devastanti. I padri quotidianamente mi inviano le loro sentenze, mi raccontano i soprusi subiti. Da tempo "sogno" di poter denunciare questa realtà.

A differenza delle istituzioni, la stampa comincia a dare segni di interesse. Nicola Porro, su Il Giornale di domenica 3 giugno ha recensito il libro, chiudendo con il nostro prossimo appuntamento dove con Leyla Ziliotto parteciperanno l'avvocato Alessandra Cavalli, la Presidente delle Pari Opportunità del Comune di Milano Diana Demarchi e la Fondatrice e Presidente dell'Associazione Ankyra Patrizia Montalenti che ricorderete per avere portato a conoscenza di una ricerca sulle violenze subite dagli uomini da parte delle donne. Saranno presenti tra gli altri, il dott. Massimo D’Amelio (assistente sociale) e il dott. Gabriele Achilli (psicologo).

Lunedì 11 giugno ore 20.30 in via Cadamosto 5 (MM e Passante FS “Porta Venezia”).

Nicola Saluzzi

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